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”Don Di Nanni alias Li Scumbenati”
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Gruppo di Volontariato
”Don Di Nanni alias Li Scumbenati”
Lecce (LE)

Ultimo spettacolo:
- Lecce
Beddhu te mamma
Cine.Teatro Don Bosco
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8
16
2
Alcune delle nostre foto

Foto di scena
Presidente del Sinedrio Elìa e Rebecca

--- Generale

--- Generale
La nostra storia
Il gruppo nasce nel 2001, col nome "li scumbenati",   dall'assemblaggio di componenti dei vari gruppi della Famiglia Salesiana  di Lecce, con la  primaria finalità di coinvolgere nella recitazione il maggior numero di persone, e privilegiando i giovani.

Il gruppo, con i suoi lavori, è a disposizione, in via prioritaria, della Famiglia Salesiana, ma anche - ovviamente - di anziani, ammalati, associazioni di volontariato di estrazione cristiana e non, nella consapevolezza che l'allegria e il sorriso fanno bene allo spirito e, talvolta, anche al corpo.

Il responsabile e regista del gruppo: Achille Arigliani
Responsabile Cultutale: Angelo Eugenio Micello
E-mail: achillearigliani@teletu.it

http://WWW.gruppoteatraledondinanni.org

Lavori in corso ...
Li sposi prumessi di Aldo Lo Castro, Quandu na beddha fimmena ole...  di A. Arigliani
Lu marocchinu nnanuratu di Nunzio Cocivera
Servu te ssignurìa di Remo Fusilli
Tutte Rielaborate e adattate al dialetto salentino da Achille Arigliani E' uscito il 1° libro della collana "Le furestere" di commedie rielaborate

Prossimi Spettacoli
20/mar - san cesario di...
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Scopri il copione
Il nostro gioco: Scopri il copione
Da quale copione abbiano preso queste batture?
A - Se io non ti ho detto infino a qui quello che io ti dirò, non è stato per non mi fidare di te, ma per iudicare, che le cose che l’uomo vuole non si sappino, sia bene non le dire, se non forzato. Pertanto, pensando io di potere avere bisogno della opera tua, ti voglio dire el tutto.
B - Io vi sono servitore: e servi non debbono mai domandare e padroni d’alcuna cosa, né cercare alcuno loro fatto, ma quando per loro medesimi le dicano, debbono servirgli con fede; e cosí ho fatto e sono per fare io.
A - Già lo so. Io credo che tu mi abbi sentito dire mille volte, ma e’ non importa che tu lo intenda mille una, come io avevo dieci anni quando da e mia tutori, sendo mio padre e mia madre morti, io fui mandato a Parigi, dove io sono stato venti anni. E perché in capo di dieci cominciorono, per la passata del re Carlo, le guerre in Italia, le quali ruinorono quella provincia, deliberai di vivermi a Parigi e non mi ripatriare mai, giudicando potere in quel luogo vivere piú sicuro che qui.
Risposta: 10
Vocaboli Salentini
I vocaboli salentini
canga
dente molare
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